2025. Video, installazione, materiali misti / Video, installation, mixed media
“Siediti, dobbiamo ripulire le reti dalle alghe.”
Con questa frase, in un abruzzese arcaico, si apre il video L’Intimità del Mare. Una voce, un gesto antico: racconto di un sapere che non necessita di essere scritto, perché si trasmette da padre a figlio, da gesto a gesto. È Masino Verì, ultimo traboccante della costa abruzzese (Rocca San Giovanni), a restituirci questo sapere incarnato, fatto di reti, stelle, stagioni e silenzi. “Ho duecento-sessanta-tre anni”, dice, contando nella sua carne le vite, il tempo e le competenze ereditate dal padre e dal nonno traboccanti.
Nel corso del racconto, estratto da una lunga ricerca etnografica condotta da Gaetano De Crecchio, Masino si rivela l’ultimo anello di una catena che rischia di spezzarsi. Il progetto raccoglie questa verità dolente e potente, come traccia viva da preservare, frammento di un’umanità ancora capace di dialogare con l’elemento.
L’Intimità del Mare è un video, ma non solo. INNEN Studio, in collaborazione con l’artista-fotografo Gaetano De Crecchio e il Maestro d’orchestra Gabriele Bonolis, per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia – sezione Incursioni d’Arte – dà forma a un Archivio Intimo, in cui immagini, suoni e parole diventano materia di progetto. Il montaggio non documenta: ricompone. Raccoglie tracce, relazioni, gesti che parlano della nostra appartenenza profonda al paesaggio e al tempo.
Nel video affiora progressivamente una visione: dai fondali marini emerge una rete biologica, linfa vitale che si trasforma in rete culturale, in racconto. Un pescatore riporta alla superficie forme del passato, raccolte in una struttura-telaio ispirata alla rete da pesca, capace di filtrare e trattenere ciò che è di valore: oggetti, reperti, simboli, frammenti di civiltà intrecciate con il mare.
Questo telaio è la proiezione concreta – anche se solo accennata e sospesa – del gesto che raccoglie, seleziona, tramanda. La rete è il centro simbolico del progetto. Oggetto vivo, artigianale e archetipico, diventa metafora di tutto: interconnessione, gesto, sapere, tempo, nutrimento.
Così INNEN Studio tesse una narrazione sul rapporto tra uomo e mare che attraversa tempo, gesto, memoria e responsabilità. Dà forma alla propria visione di Archivio Intimo: un modo di abitare lo spazio come racconto, e il racconto come un modo per prendersi cura dell’ambiente. Perché proteggere il mare, oggi, significa non dimenticare chi siamo, da dove veniamo, e quale relazione ci lega – ancora – al pianeta e al suo equilibrio.
“Sit down, we need to clean the nets from algae.”
With these words, spoken in an archaic Abruzzese dialect, the video The Intimacy of the Sea opens. Created by INNEN Studio with Gaetano De Crecchio and conductor Gabriele Bonolis for the Italian Pavilion of the Venice Biennale, section Incursioni d’Arte.
Its protagonist is Masino Verì, the last traboccante of the Abruzzo coast (Rocca San Giovanni), whose voice transmits knowledge passed down for generations: knowledge of sea, nets, and celestial navigation. “I’m two hundred and sixty-three years old,” he says, summing up the time and wisdom carried within him.
A design vision emerges in the video: from the seabed, a biological network becomes a cultural one, giving rise to a net-inspired frame structure capable of filtering and preserving what is of value.
An Intimate Archive of material and immaterial traces.
Thus, INNEN Studio weaves a narrative on the relationship between humans and the sea, crossing time, gesture, memory, and responsibility.
The story becomes inhabitable space—and space, a form of care.